lunedì 29 giugno 2020

ROMA NELLA TRADIZIONE: Castel S.Angelo e la Girandola di fuochi d'artificio ideata da Michelangelo






ROMA NELLA TRADIZIONE

LAGIRANDOLA”
A Castel S.Angelo, per la festa di S.Pietro e Paolo il 29 di giugno, la splendida "Girandola" di fuochi d'artificio ideata da Michelangelo per Papa Giulio II, in un montaggio particolare, viene esibita in tutta la sua fantasmagoria di colori e ci riporta nel passato della tradizione romana immortalata da G.G.Belli nel suo sonetto dedicato a questo spettacolo che puoi trovare sul mio sito www.danielebajani.altervista.org dedicato a Roma e al poeta G.G. Belli (il poeta ti può accompagnare nei luoghi più belli attraverso il racconto che ne fa nel dialetto romanesco da me reso in italiano per chi non si trova a suo agio con il vernacolo del 1800) a cui puoi accedere anche attraverso il mio blog http://danielebajani.blogspot.com . Iscriviti al mio canale! Mi aiuterai a diffondere i miei video e potrai vederli appena inseriti. Ringrazio tutti quelli che hanno contribuito con i loro video caricati in condivisione su YouTube!

Vacanze in Italai: Riviera romagnola, Bellaria - divertirsi alla Playa del Sol parte 1 "mattino"

domenica 28 giugno 2020

ROMA NEL MELODRAMMA: Tosca di G.Puccini

ROMA NEL MELODRAMMA

TOSCA
di Giacomo Puccini

Rappresentata per la prima volta al Teatro Costanzi di Roma nel 1900.
La vicenda si svolge nel giugno del 1800 quando Roma, dopo la caduta della repubblica romana, era in mano alle forze napoletane di Ferdinando I ed attendeva il ritorno del papa Pio VII, poi giuntovi il 3 luglio.
Le scene si svolgono nella chiesa di S.Andrea della Valle, a palazzo Farnese e in Castel Sant'Angelo.

Link ai video sottotitolati dell'opera:
TOSCA di G.Puccini - ATTO I
TOSCA di G.Puccini - ATTO II
TOSCA di G.Puccini - ATTO III

sabato 27 giugno 2020

a Roma si dice... : "Morto un papa, se ne fa' 'n'antro"(ANTICHI DETTI ROMANESCHI)

 
A ROMA SI DICE...
(ANTICHI DETTI ROMANESCHI)

"Morto un papa, se ne fa' 'n'antro" 

nessuno è insostituibile 

detto da chi vede interrotta una sua relazione

 

ROMA NEL CINEMA: Anna Magnani nel film Mamma Roma [1962] di Pier Paolo Pasolini

ROMA NEL CINEMA

Anna Magnani, un'icona di Roma, interpreta questo film di Pier Paolo Pasolini ambientato tra Casal Bertone e Cecafumo..
Il sogno di un riscatto sociale per il figlio, attraverso le mille difficoltà che la madre ha dovuto superare, che si risolve in una tragiedia.
Richiama un fatto di cronaca accaduto.


Link al film
Mamma Roma [1962] di Pier Paolo Pasolini



venerdì 26 giugno 2020

A ROMA SI DICE...:"Nun ce piove!" (ANTICHI DETTI ROMANESCHI)

A ROMA SI DICE...
(ANTICHI DETTI ROMANESCHI)

Nun ce piove!
è cosa certa

"Nun ce fiocca e nun ce piove/S.Lorenzo tigne l'uva/Nun ce piove e nun ce fiocca/S.Lorenzo ha l'uva 'n bocca"
dice il detto che a San Lorenzo l'uva è ben matura e pronta per essere gustata con la vista e con il palato.
"Ce piove a Roma?" domanda sarcastica rivolta a chi parla o si comporta da sciocco sempliciotto ma anche a sottolieare la maleducazione di chi entra in un locale senza toglersi il cappello.


Sembra sia nata durante i moti popolari per le guerre d'indipendenza, era un segno di riconoscimento dei patrioti romani che, riuniti in qualche locale, chiedevano allo sconosciuto che entrava "Ce piove a Roma?" e quello, se era un patriota, "Nun piove!" che stava per "Non PIO, V.E." ossia non più papa Pio IX ma re Vittorio Emanuele.

ROMA E LE SUE CANZONI: La chiave del mistero -

ROMA E LE SUE CANZONI

LA CHIAVE DEL MISTERO
(Romolo Lombardi)

Tu me domanni perché mai stasera
Mentre la luna illumina ogni chioma
Drent'a 'gni strofa languida e sincera
Ce sta incastrata la parola:

<<Roma>>

Roma! ma nun lo sai tormento mio
Ch'è 'na parola che viè doppo Dio?
Roma: tu capovortela così dent'ar pensiero
Rileggela e ciai sibbito la chiave der mistero!



Nel 1928 venne ripristinata la festività della Madonna del Carmine con relativa la processione. Per questa festa di Trastevere, che venne chiamata La festa de noiantri, dopo che a lungo si era dibattuto circa il nome di Festa de Noantri, si istituiva una gara per le canzoni romane. Tra le altre si poteva ascoltare anche LA CHIAVE DEL MISTERO.

TRILUSSA E IL FASCISMO: La festa del Somaro - poesia e Storia d'Italia

TRILUSSA E IL FASCISMO

LA FESTA DER SOMARO

Le Capre compativeno er Somaro:
- Quanto devi soffrì co' 'sta capezza!
- Mah! - fece lui - quann'uno ce s'avvezza
finisce che je serve da riparo.

Eppoi, se la domenica er padrone
me porta in giro, dove c'è la fiera,
co' li pennacchi e co' la sonajera,
me scordo tutto. Che soddifazzione!

(1938) 


Le adunate sotto il balcone. Momento di esaltazione per chi, obbedendo ciecamente alla chiamata, trovava il modo di evitarsi problemi adeguandosi al motto
CREDERE, OBBEDIRE, COMBATTERE.


Nel 1931 solo 12 professori universitari su 1200 preferirono perdere la cattedra piuttosto che giurare fedeltà al fascismo.

Imponente manifestazione di Mussolini a piazza Venezia per il XIII annuale della rivoluzione
Giornale Luce B0567 del 09/1934

Descrizione sequenze:Piazza Venezia con folla accalcata vista dal Vittoriano ; la folla acclama e agita fazzoletti ; veduta del Vittoriano con la folla in piazza Venezia e sulle scale del monumento ; folla che agita fazzoletti e alza cappelli sotto palazzo Venezia ; balcone di palazzo
Venezia con Mussolini affacciato che esegue il saluto fascista ; Mussolini guarda verso la folla in piazza ed esegue un altro saluto fascista ; la gente saluta e agita le braccia con i fazzoletti ; Mussolini sorridente esegue il saluto fascista


A ROMA SI DICE... : "Più scuro de mezzanotte nun po' veni'!"

a Roma si dice...
(ANTICHI DETTI ROMANESCHI)

"Più scuro de mezzanotte nun po' veni'!"
è un disastro, peggio di così non può andare
(per ricordare tutte le guerre in corso)



TRILUSSA E IL FASCISMO: Autarchia - poesia e Storia d'Italia

TRILUSSA E IL FASCISMO



AUTARCHIA
Appena ch'er Droghiere mise in mostra
<<Il Vero Insetticida Nazionale>>,
la Mosca disse: - Me farà più male,
ma per lo meno è produzione nostra.
(Trilussa, 1937)



Dai versi in romanesco alla prosa in italiano
Una apparentemente banale poesia che però...
Interessante la rima "male/ Nazionale" e l'assonanza "mostra/Mosca/nostra".
Ci si potrebbe chiedere, perché sceglie proprio la Mosca e non, per esempio, una zanzara?
Un essere dalla livrea nera, come la camicia fascista, vede prospettarsi un prodotto che ha la sola qualità di essere frutto dell'economia autarchica e lo decanta anche se sa che risulterà fatale.

Il fatto che si parla di un prodotto chimico mi ricorda che nel maggio del 1936 era stata conquistata l'Etiopia con una guerra lampo di sette mesi, in cui si era fatto uso di armi chimiche per sterminare i neri etiopi, mentre in Italia risuonava la canzone fascista "Faccetta nera".

Autarchia come scelta economica che era un suicidio accettato con filosofia?
Una produzione di pessima qualità accettata in nome della Patria e dell'orgoglio nazionale?
Avete notato come Patria e Orgoglio riempiono la bocca di certi politici nostrani attuali?

Guerra d'Etiopia che in sette mesi permise di dichiarare enfaticamente "abbiamo un impero", pur navigando in un periodo di grave crisi economica.. Guerra "lampo" grazie alla sproporzione di armamenti in campo e all'uso di armi chimiche. La Società delle Nazioni, per lapolitica di aggressione dell'Italia nel continente africano, aveva imposto delle sanzioni che obbligarono alla produzione in proprio di quanto non era possibile procurarsi all'estero. 


Tolte le sanzioni, il proseguire con una economia di tipo autarchico cominciò ad essere malvistoperché comportava un aumento delle tasse ed un'accentuazione dell'interventismo statale nell'economia che poco era gradito agli imprenditori che prima si erano avvantaggiati delle commesse belliche.


Ecco un esempio della propaganda a sostegno di un'economia di tipo autarchico

link al video https://youtu.be/IlFw24xPtgk  
La lavorazione autarchica per estrarre la lana dal latte.
Giornale Luce B1205 del 24/11/1937


Descrizione sequenze:l'ingresso della mostra del Tessile Nazionale ; visione panoramica di alcuni padiglioni della mostra ; il padiglione della SNIA VISCOSA ; le varie fasi della lavorazione con cui il latte si trasforma in lana ; la separazione della panna dal latte magro ; operazioni di lavaggio, esicazione, macinazione del latte magro per produrre la caseina tessile ; i vari passaggi della lavorazione che trasforma la caseina tessile in una fibra che viene lavata, essicata pronta per essere lavorata come la lana ; operazioni di cardatura, pettinatura, filatura della fibra prodotta ; la lavorazione della lana attraverso i telai ; la produzione di stoffe


Giornale Luce B0834 del 19/02/1936

Descrizione sequenze:vedute del porto di Civitavecchia ; le operazioni di scarico di quintali di baccalà ; il baccalà viene collocato in frigoriferi ; la lavatura del pesce ; una macchina pulisce il baccalà dal sale presente ; la pressatura del pesce per togliere l'eccessiva presenza d'acqua ; il baccalà viene collocato in telai e poi essiccato con aria calda ; l'essiccazione del baccalà all'aria aperta ; la preparazione dei filetti di baccalà che vengono commercializzate in confezioni

A ROMA SI DICE...: "Mosca perfidiosa, tempaccio a josa"

A ROMA SI DICE...
(ANTICHI DETTI ROMANESCHI)

"Mosca perfidiosa, tempaccio a josa"
quando le mosche diventano fastidiose arriva il maltempo



Dipinto: Veduta della campagna romana con temporale - 1841 di Canella G.

Il dipinto è dominato dal paesaggio dell'agro romano, in particolare dal cielo terso e denso di nubi che contrasta con i toni aranciati della pianura; in primo piano le figure dei contadini e sullo sfondo le rovine di una torre. L'opera, di proprietà di Carlo Galli,venne esposta a Brera nel 1841.

GUIDE ed altro: PDF liberamente scaricabili

TANTE COSE UTILI SU ROMA

IN PDF DA SCARICARE LIBERAMENTE

TRILUSSA FILOSOFO: Felicità - poesia in romanesco

TRILUSSA FILOSOFO

foto Mariangela Rosso


FELICITA'
C'è un ape che se posa
su un bottone de rosa
lo succhia e se ne va...
Tutto sommato, la felicità
è una piccola cosa.

Dei versi molto semplici che. proprio per la loro semplicità, mi hanno spinto a rileggerli cercandone suggerimenti.
La felicità è casuale come il posarsi di un'ape. Va succhiata in una sorta di carpe diem come fa l'ape introducendosi all'interno del fiore e dura un tempo breve come breve è il tempo concesso alla rosa prima che appassisca e breve è il posarsi dell'ape. La fugacità mi è suggerita dalla rima di FELICITA' con E SE NE VA, mentre la rima di PICCOLA COSA con ROSA mi suggerisce il piacere delle piccole cose.

ROMA IN CUCINA: ricetta Supplì al telefono - crocchette di riso fritte

ROMA IN CUCINA



SUPPLI' AL TELEFONO (dal francese Surprise = sorpresa)



Sibilla Aleramo, in Diario di una donna, racconta che Joyce e famiglia, intcontrati a Parigi nel 1927, ricordavano con estremo piacere le"rosticcerie" ed i "supplì di riso" del periodo romano quando per un anno lui aveva lavorato in banca, ventidue anni prima.

Nelle pizzerie ed osterie-trattorie romane si leggeva "supplì al telefono". In via di S.Andrea alle fratte c'era il "Supplittaro" che armeggiavacon un enorme padella di olio bollente nella quale doravano queste squisitezze.


Ora vengono proposte tra gli antipasti nei vari locali romani.

Il segreto dei supplì sta innanzi tutto nel fare un buon risotto con sugo di pomodoro, rigaglie e fegatini di pollo, poi è importante che il risoresti cotto ben "al dente" perché poi subirà una ulteriore cottura nell'olio. Un avolta raffreddato, si mette nell'incavo della mano del risocon al centro due pezzi di mozzarella/provatura e, dopo averlo richiuso a forma di uovo, si rotola nella farina, nell'uovo sbattuto e nelpangrattato. Friggere in abbonante olio fino a che risultino ben dorati.

I supplì si dicono al telefono perché quando ne mordi una parte la mozzarella forma un filo tra la bocca ed il resto del supplì.

Si può gustare anche il piacere del vernacolo romanesco nella ricetta di Carncina messa in versi da Alfredo Bargagli.

LA ROMA DEL BELLI: Piazza Navona, testo sonetto anche in italiano + video

LA ROMA DEL BELLI




PIAZZA NAVONA

Se pò fregà Piazza-Navona mia
E de San Pietro e de Piazza-de-Spagna.
Cuesta nun è una piazza, è una campagna,
Un treàto, una fiera, un'allegria.

Va' da la Pulinara a la Corzìa,
Curri da la Corzìa a la Cuccagna:
Pe tutto trovi robba che sse magna,
Pe tutto gente che la porta via.

Cqua ce sò tre funtane inarberate:
Cqua una gujja che pare una sentenza:
Cqua se fa er lago cuanno torna istate.
Cqua s'arza er cavalletto che dispenza
Sur culo a chi le vò trenta nerbate,
E cinque poi pe la bonifiscenza



Roma, 1 febbraio 1833


PIAZZA NAVONA
Piazza Navona mia può ridersela di San Pietro e di Piazza di Spagna. Questa non è una piazza, è una campagna, un teatro, un mercato, un'allegria.
Vai da Sant'Apollinare a la Corsia, corri dalla Corsia alla Cuccagna: ovunque trovi cose da mangiare, ovunque gente che la porta via. Qua ci sono tre fontane erette: qua un obelisco che sembra una sentenza: qua si fa il lago quando torna l'estate. Qua si alza il cavalletto che dispensa sul culo di chi le vuole trenta frustate, e cinque poi per la Beneficenza.Dai versi in romanesco alla prosa in italiano.
 

Link al video letto dall'attore romano Maurizio Mosetti: https://youtu.be/vHJW_U0JXeI

Roma e il belli: Piazza Navona. Sonetto di G.G.Belli
 
 
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TRILUSSA E IL FASCISMO: DIMOSTRAZZIONE poesia in romanesco

TRILUSSA E IL FASCISMO

DIMOSTRAZZIONE

Er Re s'era affacciato tra l'evviva
e salutava tutti co' la mano:
- E' impressionante! - disse er Ciambellano -
Guardi laggiù la gente dov'ariva!

Io credo che una folla così immensa,
co' 'st'entusiamo, nun s'è vista mai!
Er Sovrano rispose: - Strilla assai...
Però vorrei sapé come la pensa.
(Trilussa, 1938)


ROMA IN CUCINA: ricetta UOVA IN TRIPPA (cucina povera ma gusto ricco)

ROMA IN CUCINA

UOVA IN TRIPPA
(cucina povera ma gusto ricco)

Ingredienti: dose per 4 persone
6 uova
una manciata di prezzemolo
olio per friggere
menta romana fresca
sugo di pomodoro
pecorino o parmigiano grattugiato
sale – pepe

 
Lavare e tritare il prezzemolo. Sbattere le uova in una scodella, poi aggiungere il prezzemolo, sale e pepe. Mettere sul fuoco la padella dei fritti ben unta d'olio, scaldarla e versarvi una piccola parte del composto d'uova: rigirare la padella affinché le uova battute ne ricoprano tutto il fondo. Cuocere bene la frittata da una parte e poi rivoltarla e cuocerla anche dall'altra parte. Appena pronta levarla e posarla su un largo piatto; proseguire così sino ad esaurimento del composto. Devono riuscire delle frittate molto sottili; arrotolarle e tagliarle a listerelle larghe circa mezzo centimetro, come la trippa (da cui il nome). Metterle poi a strati in una pirofila, condendo ogni strato con sugo di pomodoro, formaggio e foglie di menta tagliuzzate. Porre il recipiente in forno ben caldo (180°), lasciarvelo per circa 15' e poi servire subito.